All'alba di domenica 19 luglio 1620 a Tirano le campane suonarono a martello e le porte della cittadina vennero sbarrate: nei giorni che seguirono, fino al 23 luglio, le comunita protestanti della valle furono assalite e centinaia di persone vennero uccise. La rivolta nasceva da tensioni profonde, perche la Valtellina era allora governata dalla Repubblica delle Tre Leghe grigione, di fede riformata, ma la popolazione locale era in larga parte cattolica. Alla guida dei rivoltosi c'era Giacomo Robustelli; sullo sfondo restava la morte sotto tortura dell'arciprete di Sondrio Nicolo Rusca, processato dai Grigioni due anni prima, che aveva inasprito gli animi. L'episodio fu tutt'altro che locale: la valle era una via strategica fra il Ducato di Milano spagnolo e i territori asburgici, e il massacro fece da innesco a una lunga contesa militare che si saldo alla Guerra dei Trent'anni. Per la Valtellina segno l'inizio di anni di occupazioni, trattati e dominazioni che ne condizionarono a lungo la storia.
Contesto storico
Nel 1620 la Valtellina era sotto il dominio dei Grigioni svizzeri, in maggioranza protestanti. La tensione religiosa esplose il 19 luglio 1620 con una rivolta cattolica guidata da Giacomo Robustelli. L'evento portò all'intervento di Spagna, Francia e Austria nella valle, che restò contesa per decenni.
Lo sapevi
L'arciprete di Sondrio Nicolò Rusca fu una figura chiave del periodo: arrestato dai Grigioni nel 1618, morì sotto tortura a Thusis. È stato beatificato dalla Chiesa cattolica nel 2013.