Gli sciatt sono frittelle croccanti di grano saraceno con un cuore filante di formaggio. Si mangiano appena fatte, calde, dorate fuori e morbide dentro, dove il Valtellina Casera ancora fuso si tira in lunghi fili al primo morso. Sono uno degli antipasti piu iconici della cucina valtellinese, e uno dei modi piu semplici per innamorarsene. Il nome viene dal dialetto: "sciatt" significa "rospi", per la forma rigonfia e irregolare che assumono nell'olio bollente. Poetico non e, ma racconta bene cosa aspettarsi — piccole bocconcini dorati, tondeggianti, senza pretese di eleganza formale ma di grande bellezza rustica.
La storia
Gli sciatt nascono a Teglio, il borgo simbolo della cucina valtellinese di montagna, e da li si sono diffusi in tutta la valle. Come molti piatti della tradizione, sono figli della necessita: il grano saraceno era il cereale piu facile da coltivare sui terrazzamenti valtellinesi, il formaggio era quello che si aveva in casa, la frittura era il modo piu veloce per rendere gustoso un piatto povero. La ricetta si tramanda di madre in figlia da generazioni. Non ha mai ricevuto riconoscimenti DOP o IGP — e un piatto "popolare" nel senso piu pieno del termine — ma e presente in ogni trattoria e osteria che si rispetti, dalla bassa valle a Bormio.
Ingredienti
- Farina di grano saracenolocale200g
- Farina 0050g
- Formaggio Casera DOPlocale200g
- Grappalocale30ml
- Birra100ml
- Olio per friggereq.b.
Preparazione
Preparare una pastella con le farine, la birra e la grappa. Tagliare il Casera a cubetti di 1 cm. Immergere i cubetti nella pastella e friggere in olio bollente fino a doratura. Servire su un letto di cicoria o insalata.
Lo sapevi
Il nome 'sciatt' significa 'rospo' in dialetto valtellinese, per la forma irregolare e bitorzoluta delle frittelle. Sono tradizionalmente serviti su un letto di cicoria.
